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Autore Topic: Wetterlings 178 "The Bushman Ax" review  (Letto 5327 volte)

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ammiraglio

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Wetterlings 178 "The Bushman Ax" review
« il: 05 Novembre 2013, 20:43:44 »


In nord Europa si dice nascano le migliori accette al mondo. Molte aziende vantano tradizioni secolari e un seguito nutrito di estimatori dei propri prodotti. Acciai ad alto contenuto di carbonio e processi di forgiatura manuali sono comuni a tutti i marchi più famosi, che nel corso dell'ultimo ventennio hanno visto mutare il proprio mercato, a causa della sempre più ingombrante presenza di prodotti industriali dalle buone performances e dal costo contenuto.

EtichettaWetterlingsBushmanMolte fabbriche di utensili, i quali fino a pochi anni fa erano considerati oggetti poveri e reperibili a basso costo presso l'agricola del paese, oggi sono considerate aziende di artigianato il cui prodotto diventa "esclusivo" per le metodologie tradizionali e le lavorazioni manuali con cui è realizzato. Questa evoluzione di mercato ha portato ad una crescita del valore del prodotto accompagnata da un marketing avanzato, che ci si aspetterebbe legato a prodotti più diffusi.

È il caso di Wetterlings, storica azienda svedese di accette dal design classico, che ha stretto un rapporto di collaborazione con la star canadese Les Stroud, esploratore noto per il programma TV "Survivorman" in cui affronta situazioni al limite della sopravvivenza col solo ausilio delle sue conoscenze e di pochi oggetti.

Les Stroud ha disegnato per Wetterlings un'accetta comoda da trasportare le cui caratteristiche le conferiscano il massimo della versatilità, estendendo le possibilità d'uso ad ambiti di pertinenza di altri utensili, come il coltello o il martello, facendone uno "strumento unico" da portare con sé in escursione.

Stiamo parlando della Wetterlings 178 "The bushman ax" by Les Stroud.



Lunga 55 centimetri, con un peso di 750 grammi, questa accetta è realizzata con un acciaio ad alto contenuto di carbonio non meglio precisato, forgiata a mano e assicurata ad un manico in noce americano forato alla base.

Wetterlings descrive i suoi prodotti come unici, poiché ogni pezzo è "realizzato a mano e misurato ad occhio", testuali parole. Quindi non esisteranno mai due Bushman Ax uguali tra loro, e questo ha un certo fascino, se vogliamo ricollegarci alle considerazioni d'apertura di questo articolo.



Proviamo ad esprimere un giudizio di merito senza contestualizzare, lasciando scorrere le emozioni che si colgono al primo impatto, appena impugnata l'accetta: la sensazione generale è di un prodotto poco rifinito, sia se paragonato con altri della stessa fascia di prezzo, che con alternative industriali a basso costo.

La nota positiva è che i difetti, se vogliamo definirli tali trattandosi di un prodotto fatto a mano, finiscono qui.

L'accetta si presenta più lunga e con la testa più piccola di quanto ci si aspetterebbe, questa un'altra prima impressione mentre prendiamo confidenza col bilanciamento e osserviamo da ogni angolo questo nuovo utensile, sensazione amplificata dal manico "oversize" lavorato ad un'estremità per calzare nell'occhio.



Il design è indubbiamente molto appagante, le linee classiche dell'accetta tradizionale svedese sono state "colpite" dal maglio, aggiungendo tratti geometrici spigolosi al tallone che raccordano alla perfezione la testa del martello. Il manico è ben dritto, con un buon rincalzo al pomo che ferma saldamente la mano quando la si fa scorrere, contribuendo al controllo dell'attrezzo che, nonostante una testa leggera, grazie alla lunga leva da l'impressione (poi confermata - nda) di poter esprimere molta energia d'impatto.

È ora di partire per la prova sul campo. Rinfoderiamo la Bushman nello striminzito salvafilo in pelle, ben saldo, e la appendiamo con un paio di asole al solito zaino da 25 litri. Il peso contenuto non sbilancia troppo il carico e la sporgenza del manico dal fondo dello zaino non ostacola i movimenti.



Naturalmente questa considerazione vale per chi usa zaini di piccole dimensioni, ma rientra anche in un discorso più ampio, che coinvolge tutte quelle accette per uso escursionistico, quindi della stessa categoria, che non solo non sporgono, ma trovano spazio anche dentro lo zaino, aspetto non secondario durante i trasferimenti in ambiente urbanizzato da/per il luogo dell'escursione, dove esibire un'accetta potrebbe anche dare luogo a "importanti seccature".

Eccoci dunque sul campo, l'autunno è arrivato e non manca il lavoro. Sfoderiamo la Bushman e valutiamo le sue condizioni di partenza: l'acciaio levigato è pulito ed il filo con cui ci è stata consegnata l'accetta è ottimo, pur non riuscendo a radere, ma basta qualche minuto di cura e siamo pronti.



Cominciamo subito con un ciocco di robinia umida. Questo legno offre una resistenza notevole, perché le fibre compatte sono ben "incollate" tra loro ed il fendente non separa il ciocco in due come avviene con la legna secca, bensì cede parzialmente frenando per attrito la penetrazione della testa. E così è. Il colpo è centrale, l'angolo chiuso, la forza applicata non eccessiva, si apre una fenditura netta che attraversa diametralmente il ciocco, la lama affonda di tre centimetri e si ferma. Come previsto. Per aprire questa legna così ostile con un sol colpo, servono molta forza o una testa da 1,5 kg molto convessa. Quel che ha sorpreso invece, è che non si è incastrata. La stessa prova eseguita con una Bahco 0,8 ha richiesto un certo impegno per la rimozione della stessa dal legno.



Il profilo della lama a prima vista potrebbe sembrare poco convesso ma un confronto diretto con altre accette rivela che in realtà si tratta di un compromesso tra la "V" quasi perfetta di un'accetta industriale e gli eccessi della Roselli 850, che tuttavia eguaglia in spessore finale.



Estratta la Bushman dal ciocco, un secondo colpo finisce il lavoro, ed il terzo, quarto, quinto ci portano ad avere tanti bastoncini. Il lavoro di riduzione del ciocco ci porta ad un'altra valutazione interessante: sebbene la nostra esperienza nell'uso di questi attrezzi faciliti l'opera, è oggettivamente facile indirizzare il colpo. Forse quei 10 cm di manico in più aiutano? Dovrebbe essere il contrario, ma la Bahco non cade sul ceppo con questa sicurezza, pur essendo più corta.

Con una stecca appena tagliata, proviamo a vedere come si comporta coi lavori di fino. Si tratta di uno strumento inteso per sostituire anche un coltello in caso di necessità, e non basta tagliare, deve permettere di eseguire lavorazioni complesse e precise, magari anche estese, quindi comodità e sicurezza di presa sono essenziali per evitare di farsi male.



Appare subito chiaro che questa accetta va usata con la presa rovesciata, il manico si accomoda sotto al braccio (destro in questo caso, sinistro per i mancini), il palmo sulla testa ed il pollice a cingere l'occhio. In questa posizione è davvero comoda da usare ed il controllo è millimetrico, senza sforzo.



La testa lunga rende meno pratico l'uso frontale del tagliente, cosa possibile sulla Roselli che eccelle nei lavori di fino, ma rimane molto buona, soprattutto al confronto con la tradizionale Bahco, il cui disegno non favorisce prese ravvicinate. Sulla bushman infatti l'incavo della testa accoglie perfettamente mani grosse permettendo di applicare la forza al centro del tagliente e conseguentemente controllare con precisione l'applicazione della forza. Ed è così che produciamo finissimi riccioli di robinia. Ottimo risultato.



Con la nostra stecca in mano pensiamo di fare una prova pratica anche del martello. A differenza di altre accette, con le quali è di solito sconsigliato usare il dorso dell'occhio come martello per evitare rotture, la Wetterlings Bushman è dotata di un vera testa da impatto. Appuntita la stecca la usiamo come picchetto, piantandola nel ceppo per comodità. Si, è vero, non c'è molto da dire su un martello: questo funziona bene, ha una superficie ampia che rende facile centrare il bersaglio (a buon vantaggio delle dita!) ed il bilanciamento dell'accetta conferisce tutta la sicurezza necessaria a sferrare colpi potenti.



Dopo aver spaccato un po' di legna ci spostiamo tra i castagni per affrontare la vegetazione. Il maltempo recente ha abbattuto molte piante e la materia prima su cui lavorare non manca. La Bushman taglia con un colpo netto rami e rametti, secchi e verdi. È facile da indirizzare a bersaglio, efficace e stabile. In questo frangente si fa sentire il peso, anzi il peso dovuto alla lunga leva. Il pomo è distante dalla testa e per lavorare comodamente non possiamo che afferrare il manico in quel punto, questo estende la leva e permette di applicare molta forza al colpo, ma affatica il polso, soprattutto lavorando all'altezza delle spalle o al di sopra di esse. Proviamo ad afferrare il manico più avanti, ma la forma porta la mano a scivolata là dove deve stare. In questo sia la Bahco che la Roselli soprattutto prendono un punteggio nettamente superiore. Quando si deve lavorare in posizioni scomode il manico lungo è controproducente, non importa poter raggiungere rami più lontani, poiché la maggior fatica ed il minor controllo fanno si che di fatto non si riesca a colpirli in modo efficiente, richiedendo il doppio del lavoro per rimuoverli.

Quando invece il ramo, anche bello grosso come questo da 12 cm, si trova a terra, la Wetterlings diventa una tigre, che artiglia il legno fresco penetrando in profondità per poi liberarsi senza sforzo, e colpirlo ancora. Che potenza per un'accettina dall'aspetto tanto garbato! Qui gli ormai noti 10 cm in più fanno la differenza, l'energia che si può trasferire in modo efficiente alla leva accelera la testa che però rimane controllabile grazie alla sezione abbondante del manico.



Portato a termine il lavoro tra i castagni ci fermiamo a riordinare le idee. Siamo partiti con un'idea in testa, quest'accetta ci sorprenderà: è stata progettata da un esperto e prodotta da un'azienda artigianale storica, sarà perfetta.



Ne discutiamo un po', iniziano i distinguo. Questo è un segnale che forse non è perfetta. Ma ottima si, molto superiore alla media sì, siamo d'accordo. Mentre camminiamo verso il campo base ripetiamo un paio di prove, facciamo lavori di fino, valutiamo le condizioni del filo dopo ore di lavoro. Ne stiamo ancora parlando. Questo è un segnale che forse è unica nel suo genere. Di solito abbiamo idee abbastanza oggettive e quindi condivise su un oggetto, in questo caso non si trova contatto su molti punti. La qualità, forse certe lavorazioni sono perfettibili, visto il prezzo, ma dopo una giornata di legnate il filo è veramente ottimo. Il manico è lungo, spesso, dritto, sembra sia preso da un'altra accetta e "adattato" all'occhio, ma nell'uso si capisce la scelta tecnica, che a discapito della portabilità e della versatilità permette di fare il lavoro di un'accetta ben più grande con poco peso, mantenendo alto il controllo anche quando stanchi si è più portati all'errore. La geometria del tagliente così rettilinea magari non favorisce lavori di intaglio di precisione, ma è ottima come alternativa al coltello per il taglio e facilita nell'affilatura. Così il filo convesso, che non è poi così convesso, è un buon compromesso tra penetrazione, tenuta del filo e capacità di spacco.

Dicendola con Steve Jobs this axe "is better at anything" (quest'accetta non è la migliore in niente).



Ma a differenza dei netbook (che secondo Jobs erano solo "dei piccoli pc che fanno tutto male") questa Wetterlings è probabilmente il miglior compromesso oggi disponibile: tanta potenza in poco peso, molto controllo ma portabilità un poco sacrificata, lavorazione approssimativa ma design efficace. Prezzo alto ma cartellino con la faccia di Les Stroud? No, questo non ci sta bene!

In conclusione, la preferiremmo ad altro in escursione? La useremmo come unico strumento? Siamo persone che stanno per litigare brandendo accette affilate... ci accordiamo su un punto. L'equilibrio tra forma, lavorazione delle parti, efficacia e usabilità fanno della Wetterlings 178 "The Bushman Ax"  l'accetta più aggraziata.

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drieu

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Re:Wetterlings 178 "The Bushman Ax" review
« Risposta #1 il: 05 Novembre 2013, 21:05:37 »



già lo dissi in relazione alla tua recensione del BarkRiver, quindi mi ripeto: scrivi bene, le tue recensioni sono complete e appassionanti
insomma, questa è una VERA recensione, fatta di impressioni, gusto narrativo e competenza.
complimenti!  :clap:

PS: all'esito della prova, avendo io già la Roselli R360 e le wildelife della Wetterling e della GrasforsBruks, non comprerò quest'accetta
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Signor Nero

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Re:Wetterlings 178 "The Bushman Ax" review
« Risposta #2 il: 05 Novembre 2013, 23:22:53 »

Belin ammiraglio... Mi tolgo il cappello dinanzi ad un "fior fiore" di recensione! Che gusto leggerla, che bel linguaggio e che "armonia" generale: appassionante dall'inizio alla fine e sopratutto, pur essendo una meraviglia, non manca lo scopo di recensire - nel bene e nel male - un prodotto. Bravo, davvero bravo :clap:!

Venendo all'accetta: ho trovato molto utile tutto ciò che hai scritto e sono sempre più convito che sia quello che cerco in un'ascia! E sopratutto, grazie di aver recensito anche il martello :salam:!

Ti chiedo invece, se non ti è di disturbo, se la finitura può essere migliorata e come...
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Giolli Joker

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Re:Wetterlings 178 "The Bushman Ax" review
« Risposta #3 il: 06 Novembre 2013, 07:23:43 »

Belin ammiraglio... Mi tolgo il cappello dinanzi ad un "fior fiore" di recensione! Che gusto leggerla, che bel linguaggio e che "armonia" generale: appassionante dall'inizio alla fine e sopratutto, pur essendo una meraviglia, non manca lo scopo di recensire - nel bene e nel male - un prodotto. Bravo, davvero bravo :clap:!

Quoto, dal belin agli applausi! :clap: :clap: :clap: :clap:

Detto questo, mi tengo stretta la mia GB. ()^/

ammiraglio

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Re:Wetterlings 178 "The Bushman Ax" review
« Risposta #4 il: 06 Novembre 2013, 09:03:06 »

Grazie ragazzi per i complimenti  :salam:

Ti chiedo invece, se non ti è di disturbo, se la finitura può essere migliorata e come...

Migliorare o rendere perfetta la finitura è solo una questione di lima e carta vetrata. L'unica piccola attenzione da avere, per un risultato perfetto, è rimuovere il manico. Va rimosso il chiodo con cura, per poter riusare il manico. Così si può raccordare il legno per bene ed eliminare i segni di zappa che ci hanno lasciato!

Tutta satinata con le superfici uniformi avrebbe un aspetto molto serio!
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Giolli Joker

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Re:Wetterlings 178 "The Bushman Ax" review
« Risposta #5 il: 06 Novembre 2013, 09:15:58 »

Ma sarebbe più attaccabile dalla ruggine come la fighissima Bahco super lucida. ;)

P.S.: Bullwinkle sulla Roselli mi fa sdraiare. :biglaugh:

Eta_Beta

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Re:Wetterlings 178 "The Bushman Ax" review
« Risposta #6 il: 06 Novembre 2013, 09:35:24 »

Amiraglio davvero una bella recensione  :clap: :clap: :clap:


Migliorare o rendere perfetta la finitura è solo una questione di lima e carta vetrata. L'unica piccola attenzione da avere, per un risultato perfetto, è rimuovere il manico. Va rimosso il chiodo con cura, per poter riusare il manico. Così si può raccordare il legno per bene ed eliminare i segni di zappa che ci hanno lasciato!

Tutta satinata con le superfici uniformi avrebbe un aspetto molto serio!

Per quanto riguarda il recuperare il manico penso che la cosa più difficile sia rimuovere il cuneo di legno sulla testa. Se è come nelle GB dovrebbe essere incollato e quindi rimuoverlo significa un paziente lavoro di fresa e/o scalpello.
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Signor Nero

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Re:Wetterlings 178 "The Bushman Ax" review
« Risposta #7 il: 06 Novembre 2013, 12:39:57 »

Grazie ragazzi per i complimenti  :salam:

Ti chiedo invece, se non ti è di disturbo, se la finitura può essere migliorata e come...

Migliorare o rendere perfetta la finitura è solo una questione di lima e carta vetrata. L'unica piccola attenzione da avere, per un risultato perfetto, è rimuovere il manico. Va rimosso il chiodo con cura, per poter riusare il manico. Così si può raccordare il legno per bene ed eliminare i segni di zappa che ci hanno lasciato!

Tutta satinata con le superfici uniformi avrebbe un aspetto molto serio!

Grazie Ammiraglio  :salam:! Diciamo che io la lascerei pure così ma mi conosco e so come ragiono... L'intervento di customizzazione ci sarà  /*/

Quello che avevo in mente di fare io (by myself) era:
- rettifica manuale del manico con carta vetro fine/finissima.
- trattamento del manico con olio da restauro che esalta le venature del legno e scurisce.
- pulizia di tutta la testa, rettifica delle superfici, satinatura generale, lucidatura del filo e parte della testa.
- brunitura (a caldo, se i miei contatti me lo consentono, altrimenti a freddo) delle parti non lucidate (ad esclusione del martello che lascerei satinato.

Così customizzata mi impalla alla morte ()^/!
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ammiraglio

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Re:Wetterlings 178 "The Bushman Ax" review
« Risposta #8 il: 06 Novembre 2013, 12:57:04 »

Per quanto riguarda il recuperare il manico penso che la cosa più difficile sia rimuovere il cuneo di legno sulla testa. Se è come nelle GB dovrebbe essere incollato e quindi rimuoverlo significa un paziente lavoro di fresa e/o scalpello.

Nel caso specifico forse no! La prima generazione di questa accetta aveva dei difetti, uno di questi era il cuneo che saltava via, su tutte.



La CEO di Wetterlings ha in passato affermato "Un'accetta ben fatta ha il cuneo che sta in posizione senza bisogno di colla e chiodi, per questo le accette Wetternilgs non ne hanno"

Poco tempo dopo hanno messo colla e chiodi, invece di capire perché sulle altre (incluse quelle della concorrenza, anche se non tutte) non c'è.
Non esattamente un successo per il marchio...

Qui fanno vedere come le costruiscono, si vede anche il momento incriminato dell'inserimento del cuneo...

<a href="http://www.youtube.com/watch?v=qdwZnuX8nBU" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=qdwZnuX8nBU</a>
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supertrapp

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Re:Wetterlings 178 "The Bushman Ax" review
« Risposta #9 il: 07 Novembre 2013, 10:49:26 »

 :salam: :salam: :salam:
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lazarus645

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Wetterlings 178 "The Bushman Ax" review
« Risposta #10 il: 07 Novembre 2013, 13:26:47 »

Ammiraglio, i miei complimenti, raramente capita di leggere una recensione di tale fattura.
Complimenti anche per la Bushman, la guardavo anche io , peró credo che alla fine prenderô la wildlife
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